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Il rifugio Palanzo
Dalla Stazione d’arrivo della Funicolare la salita comincia subito su asfalto con buona pendenza (9%, agili, si parte da freddi).
Tre chilometri dopo, dove inizia lo sterrato la pendenza cala (quattro chilometri a
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Partenza: Brunate
Arrivo: Brunate
Regione: Lombardia
Provincia: Como
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Segnalato da:
Staff Rampichino
Voti: 1
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| Difficolt�: IMPEGNATIVO |
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Durata media: n.d. |
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| Lunghezza: 32 Km |
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Interesse: PAESAGGISTICO |
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| Dislivello:
552 metri
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Paesaggio: BOSCO |
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| Quota massima:
1267 metri
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Tipo di terreno: MISTO |
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Servizi presenti sul percorso:
Albergo (1)
,
Altri Servizi (1)
Descrizione e indicazioni:
Si estende come una penisola incuneata tra i due rami del Lario, limitata, quasi, dalle loro acque e chiusa, alla base, dai laghi briantei d’Alserio e d’Eupilio/Pusiano.
Il Triangolo lariano possiede un'ammirevole varietà paesaggistica: per il villeggiante che provenga dal caos cittadino, dopo pochi chilometri in auto o in treno, la penisola lariana è oasi di relax, con i suoi trentun comuni, dal più grande, la città di Erba, ai più piccoli, con meno di trecento residenti, quali Rezzago, Veleso e Zelbio.
Un capitolo a parte deve essere dedicato a Bellagio, la Perla del Lario, con il suo panorama, descritto dal milanese Stendhal come uno dei più belli al mondo, con le ville ricche di storia e di arte e con il borgo che richiama un turismo internazionale d'élite.
Il Triangolo lariano fu anticamente sede di pievi, liberi comuni e comunità, e con Civenna parte dell'omonima contea, posta sotto la potestà dell'abate del monastero di Sant'Ambrogio di Milano.
Un "soavissimo giogo" che si estendeva anche alla confinante Limonta e alla lontana Campione, terminato solo alla fine del XVIII secolo con l'arrivo dei francesi di Napoleone. I resti di castelli e torri, i campanili romanici, lo scavo della villa romana di Schieppo, a Ponte Lambro, i massi avelli di Torno, sono il segno della storia e consentono la riscoperta delle radici culturali lombarde.
Il territorio sembra, infatti, un luogo ideale, nato per ispirare il pennello di un pittore o la penna di un poeta: e, in effetti, furono molti nei secoli gli artisti che trovarono qui modo di interpretare con la propria arte i colori, i suoni e i ritmi di un mondo semplice, schietto e profondamente vero.
Al centro di tutto questo troviamo il Rifugio Palanzone (o Riella), meta del nostro itinerario. Appoggiato al lato occidentale del monte omonimo da modo di spaziare sul sottostante ramo del lago di Como. Da lassù le ripide sponde lo fanno sembrare un fiordo, tanto da immaginare di essere in Scandinavia.
Un tempo, in primavera la salita la Palanzone era un pellegrinaggio obbligato per la “narcisada”, tanto da scendere con dei mazzi enormi. Oggi, fortunatamente, la raccolta di narcisi è vietata.
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